Da grande voglio fare il fumettista! Otto domande a Alessandro Baronciani.

Di

come-diventare-un-fumettista-alessandro-baronciani

Come si diventa fumettisti? Qual è la miccia che si accende e che ti fa desiderare di disegnare per tutta la vita, di giorno e (soprattutto!) di notte? L’abbiamo chiesto ad Alessandro Baronciani, uno dei migliori fumettisti del panorama italiano.


1-Che cosa fa nel quotidiano un fumettista/ illustratore?

Se ha un lavoro in consegna, cioè in chiusura, si disegna tutto il giorno e anche la notte per finire in tempo. Di notte si lavora meglio perché non ti telefona nessuno. Ti metti le cuffie e vai avanti a disegnare fino a quando non ti si chiudono gli occhi. Quando non si lavora, in teoria si disegna lo stesso. Per me disegnare è un lavoro ma non mi devo dimenticare che è anche una cosa che mi piace fare. 


2-Qual è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro?

Probabilmente il non dover andare a lavoro la mattina anche perché, lavorando la notte, non riuscirei mai a svegliarmi in tempo per andare in ufficio. Poi mi piace disegnare cose che vedo in giro, persone sui treni, che parlano o che camminano per strada. Quando torno a casa, mi metto a ridisegnare la scena cercando di ricordarmi tutto. Quando non mi ricordo qualcosa uso la fantasia.

3-Qual è la parte più noiosa del tuo lavoro?

Fare le fatture. Portare le spese alla commercialista. Tenere conto di quanto sto spendendo. Stare attento a non superare quello che sto guadagnando. Nel mio lavoro vieni pagato a tre mesi dalla fattura. Quindi devi sempre ricordarti di fare fattura e controllare dopo tre mesi se qualcuno ti ha pagato o no. Alle volte quando lavoro per diversi mesi ad un libro ti dimentichi di fare le note di pagamento e puoi rimanere senza soldi nel conto corrente. Capita che qualcuno, molto carino, ti ricorda che deve darti dei soldi e che ancora tu non hai fatto fattura. Ma quelli carini sono molto pochi!


4-Che tipo di scuola bisogna fare per diventare un fumettista?

Dipende. Se vuoi disegnare fumetti in maniera professionale (per grandi editori con personaggi o supereroi famosi) una scuola privata potrebbe esserti di aiuto. In quelle scuole insegnano spesso bravissimi fumettisti. Se invece vuoi fare libri a fumetti, o come le chiamano spesso in giro “graphic novel” va bene anche iniziare in maniera autonoma o come si dice “do It yourself“, e cioè per conto tuo. Io, ad esempio, ho fatto le superiori alla scuola d’arte di Urbino, nella sezione di disegno animato, mi sono sempre piaciuti i fumetti, ma non ho mai fatto una scuola che mi spiegasse come farli. Ho imparato da autodidatta, copiando tavole di fumetti che mi piacevano. Tra i miei artisti preferiti ci sono sempre quelli che sono riusciti a imparare dal nulla e a creare uno stile di scrittura e di disegno unico. Uno stile diverso da quello che vedevo di solito nei fumetti. I selvaggi sono sempre i più affascinanti!

5-Da ragazzo hai sempre voluto fare questo lavoro?

Purtroppo sì. Era una specie di “fissa”. Disegnare era qualcosa che mi trascinava in un altro mondo. Più disegnavo e più riuscivo a fare cose che non sapevo fare, tipo i cavalli. Bastava guardare un po’ di foto e provare a disegnare per imparare. La cosa che non sapevo fare però era come far diventare il disegno un lavoro. Non c’è una scuola che te lo insegna. Quello non te lo insegna nessuno. Non c’è un metodo. Figurati quando ero bambino!

6-Da piccolo chi erano i tuoi “idoli”, chi ti ha ispirato a scegliere questa strada?

È stato mio nonno che comprava i fumetti e poi me li passava? O è stato mio padre che aveva la passione per il disegno e che ogni tanto disegnava con me o che mi portava dei colori nuovi, o che mi faceva trovare ogni mercoledì, di ritorno da scuola, il nuovo numero di Topolino sul tavolo vicino ai fischioni al pomodoro? È stato Asterix? Zagor? Dylan Dog? Mi ricordo anche di zio Roberto che mi comprò un manuale per disegnare fumetti… Insomma penso che tutti in famiglia sapessero quanto amavo disegnare!


7-Qual è il fumetto di cui ti sei perdutamente innamorato da ragazzo?

Tantissimi, dipende poi da cosa intendi per ragazzo. Quando leggi fumetti rimani sempre un “ragazzo”. Divoro anche adesso tanti fumetti! Ma i primi fumetti letti sono quelli che ho scritto nella domanda sopra. Poi c’erano le riviste come L’Eternauta, Frigidaire e Totem Comics che ci passavamo alle superiori ma penso soprattutto sia stata Linus, dove ho scoperto Maus e Corto Maltese dove lessi per la prima volta Watchmen.

8-Quale consiglio pratico daresti a un ragazzo o una ragazza che vogliono diventare fumettisti?

Non fate i cosplayer! Non diventate i personaggi di qualcun altro. Inventatevi i vostri!

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Contenuti correlati

passaggio-dalle-scuole-medie-alle-superiori

Dalle scuole medie alle superiori: quando cambiare significa (ri)scoprirsi.

di

Il suono della campanella che segna la fine dell’ultimo giorno di scuola media. Gli schiamazzi euforici lungo il corridoio fino all’uscita. La scorciatoia sterrata bruciata dal sole inclemente, le scarpe […]

Leggi
da-grande-voglio-fare-la-giornalista-scientifica

Da grande voglio fare la giornalista scientifica! Otto domande a Valentina Torchia

di

Come, quando, perché si decide di diventare giornalista scientifica? Qual è la miccia che si accende e che ti fa desiderare di scrivere articoli scientifici, che siano accattivanti ma allo […]

Leggi
da grande voglio fare la libraia libraio

Da grande voglio fare la libraia! Otto domande a Laura Orsolini

di

Come, quando perché si decide di diventare libraia? Qual è la miccia che si accende e che ti fa desiderare di aprire una libreria tutta tua? L’abbiamo chiesto a Laura […]

Leggi
da-grande-voglio-fare-lillustratrice-intervista-a-fraffrog

Da grande voglio fare l'illustratrice! Otto domande a Fraffrog

di

Come, quando perché si decide di diventare illustratrice? Qual è la miccia che si accende e che ti fa desiderare di “illustrare, studiare, colorare e progettare” con i colori, le […]

Leggi

Intervistiamo la prof Loredana

di

Ogni mese la redazione di Digital Merenda intervista una insegnante o un insegnante. Perché? Perché siamo curiosi! Vogliamo scoprire quale libro ha cambiato le loro vite, come e quando hanno […]

Leggi
da-grande-voglio-fare-lo-scrittore-umoristico

Da grande voglio scrivere libri che fanno ridere! Otto domande a Francesco Muzzopappa

di

Come, quando perché si decide di scrivere solo libri umoristici? Qual è la miccia che si accende e che ti fa desiderare di scrivere libri che facciano ridere a crepapelle? […]

Leggi